Flora di Jonáš Zbořil
Adam e Sara, durante una passeggiata in una zona abbandonata della propria città, si imbattono in una creatura impossibile: un groviglio biologico e tecnologico di cavi elettrici, muscoli artificiali, arbusti e funghi. La coppia, che è in crisi da un po’ di tempo, decide di proteggerla. Si rifugiano nella casa ormai vuota della nonna di lui proprio all’interno di quest’area urbana riconquistata da una natura selvaggia e mutata. Col passare dei giorni, Sara proietta sulla creatura un profondo e irrisolto desiderio di maternità, mentre Adam sprofonda in un vortice di inquietudine, affetto e curiosità di fronte alla rapidissima evoluzione dell’essere, Flora.
In quest’epoca segnata dall’Antropocene e da costanti emergenze climatiche, Zbořil costruisce una distopia tenera ma inquietante, esplorando la nuova natura creata involontariamente dall’umanità, dove i rifiuti tecnologici e la biosfera si fondono dando vita a un nuovo tipo di ecosistema.












