Descrizione
Non ho niente da dire di Alessandro Ripane
Nel mondo creato dall’autore le opinioni sono preconfezionate in una fabbrica, prodotte in serie, frasi fatte adatte a ogni occasione, stampate su dei balloon, veri e propri oggetti tridimensionali che lievitano di fianco alle persone che li scelgono e che quando sono stufe li possono buttare e ricomprare. Un uomo, che proprio lì lavora come operaio, entra per caso in contatto con un’opinione non conforme e non approvata dalla produzione: non ho nulla da dire. Questo affronto al senso comune dove tutti hanno la loro frase perfetta al momento giusto, porterà il nostro protagonista in una fuga senza sosta rincorso dalla polizia delle parole e dal mostro dei follower. Cercherà di mettersi in contatto con la sua compagna immerso in una folla dove tutti hanno qualcosa da dire. Con un finale dolce-amaro che vi spezzerà il cuore.
Un fumetto muto capace di riflettere sul linguaggio dove Alessandro Ripane dimostra di essere uno dei grandi nuovi maestri della narrazione per immagini.
Alessandro Ripane
Nasce a Genova nel 1989. Per tutto il periodo dell’infanzia Alessandro fu un esperto di animali feroci e supereroi, conoscenze che si rivelarono ben presto inutili, visto che nella sua amata città natale non era (ed è tutt’ora così) presente nulla di tutto ciò. Molte cose sono cambiate da allora, adesso vive e lavora tra Milano e Genova facendo l’illustratore freelance per clienti italiani e internazionali, ma trova sempre il tempo per disegnare di nascosto un Batman fatto male. Ha pubblicato “Ramon hai Sgarrato” (2021) e “Hai Rubato Anche Tu Questo Disegno?” (2023) per Edizioni BD, e “Deadline Party” (2024) per Eris Edizioni.