Non serve un reato. Le misure preventive come strumento di repressione politica di Mitzi Plavier
Daspo urbani, avvisi orali, sorveglianze speciali, fogli di via: le misure preventive sono una delle pagine più controverse del sistema giuridico italiano. Strumento di repressione politica e controllo sociale di massa durante il Fascismo, dopo la Liberazione non vengono abolite e, anzi, vengono ampliate e implementate sino ai recenti “pacchetti sicurezza” volti a criminalizzare qualsiasi dissenso. Questi dispositivi repressivi sono fondati sul concetto di “pericolosità sociale” e non colpiscono comportamenti penalmente rilevanti ma stili di vita, pratiche di conflitto, idee politiche e marginalità. È importante comprenderli e contrastare questa guerra preventiva contro chi protesta e scende in piazza, contro persone migranti, contro occupazioni abitative e chi si riappropria degli spazi, contro chi vive in situazioni di precarietà o semplicemente non accetta lo status quo. Gli strumenti ci sono: solidarietà, controinformazione, pratiche collettive di resistenza e soprattutto rivendicare il conflitto sociale come spazio necessario di libertà politica.











