Special Exits

17.00 

di Joyce Farmer
traduzione a cura di Fay R. Ledvinka

Lars e Rachel sono due coniugi che affrontano la parte finale della propria vita – la vecchiaia, la malattia, la morte – accuditi con premurosa attenzione dalla figlia. Joyce Farmer racconta semplicemente ciò che ha vissuto prendendosi cura dei suoi genitori, concentrandosi sui dettagli della routine quotidiana, nello scorrere dei giorni e degli anni, creando un commovente ritratto di famiglia, dove non mancano momenti difficili, drammatici, ma neanche l’ironia dell’intimità.
In questo mémoir grafico, realistico e senza sentimentalismi, creato in 10 anni di lavoro, l’autrice mostra la fragilità del periodo più difficile della vita, senza mai tirarsi indietro davanti agli imbarazzanti oltraggi della vecchiaia, con il lento decadere dei corpi e la mente che si confonde facilmente, non dimenticando il contesto di questa narrazione domestica fatta di frustrazioni e tenerezze: il presente nel South Los Angeles anni ’80 e ’90 e gli States della prima metà del ’900 ricordati dai suoi genitori.

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Descrizione

Special Exits di Joyce Farmer

Lars e Rachel sono due coniugi che affrontano la parte finale della propria vita – la vecchiaia, la malattia, la morte – accuditi con premurosa attenzione dalla figlia.
Joyce Farmer racconta semplicemente ciò che ha vissuto prendendosi cura dei suoi genitori, concentrandosi sui dettagli della routine quotidiana, nello scorrere dei giorni e degli anni, creando un commovente ritratto di famiglia, dove non mancano momenti difficili, drammatici, ma neanche l’ironia dell’intimità.
In questo mémoir grafico, realistico e senza sentimentalismi, creato in 10 anni di lavoro, l’autrice mostra la fragilità del periodo più difficile della vita, senza mai tirarsi indietro davanti agli imbarazzanti oltraggi della vecchiaia, con il lento decadere dei corpi e la mente che si confonde facilmente, non dimenticando il contesto di questa narrazione domestica fatta di frustrazioni e tenerezze: il presente nel South Los Angeles anni ’80 e ’90 e gli States della prima metà del ’900 ricordati dai suoi genitori.

Informazioni aggiuntive

Pagine

208 in bianco e nero

Tipo

Brossurato

Formato

17×24 cm

Data di uscita

Ottobre 2016

ISBN

9788898644315

Prezzo

17,00 €

Anteprima

Rassegna stampa

“Un graphic mémoir costruito nel corso di tredici anni, delicato e personale, perché tocca tematiche vicinissime alla vita della sua autrice, ma in fondo di ognuno di noi.”
Artribune


Intervista a Joyce Farmer
Linus


“Un pezzo di vita che viene descritto con coraggio e tenerezza da chi veramente ci è passato e non ha dimenticato, Joyce parla proprio a tutti i suoi lettori mettendoli davanti semplicemente alla vita. Tutte le gioie e i dolori che dovremo affrontare, fino ad accettare quella morte che qui non è una nemica, ma una visita con la quale dovremo confrontarci prima o poi […]”
Gli Amanti dei Libri


“[…] l’autrice ci costringe a pensare a cose a cui non amiamo pensare, senza neanche offrirci la superiore scusa del ragionamento, della disputa intellettuale.”
Fumettologica


” […] un approccio metodico, che si riflette nelle scelte stilistiche e narrative […] una forte matrice underground, con un bianco e nero netto ricco di tratteggi, volti iper espressivi, abiti e ambienti pieni di dettagli.”
Panorama


“Joyce Farmer racconta semplicemente ciò che ha vissuto prendendosi cura dei suoi genitori, concentrandosi sui dettagli della routine quotidiana, nello scorrere dei giorni e degli anni, creando un commovente ritratto di famiglia, dove non mancano momenti difficili, drammatici, ma neanche l’ironia dell’intimità.”
Rai Letteratura


” […] l’autrice mette da parte tanto il cinismo quanto la ricerca a effetto della commozione e crea un racconto sincero dal quale traspare la voglia di vivere dei personaggi, l’ironia che sembra definirli e che non viene mai meno. È proprio questo umorismo, a tratti così acuto e graffiante, che colpisce il lettore e lo espone, con naturalezza, al lato commovente della storia.”
Lo Spazio Bianco


“L’autrice descrive con una precisione maniacale il processo di invecchiamento, che è l’unico reale riferimento temporale all’interno del fumetto come se, superata una certa età, il decadimento dei corpi fosse l’unica possibile unità di misura del tempo.”
Duluth


“Sono molti gli autori che trasportano su carta parte della loro vita, ma questo particolare scorcio, così intimo e doloroso, privo di inutili retoriche, l’ho trovato davvero un bellissimo regalo, uno specchio in cui è facile riflettersi.”
Il piacere della lettura

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