Quello che mi sta succedendo

16.00 

di Miguel Brieva
traduzione a cura di Francesca Bianchi

Victor ha studiato per fare il geologo, come sognava fin da bambino, quando parlava con le pietre e indagava su minerali vecchi come il mondo. Ma ora la sua laurea, come succede a tutti i suoi amici e a sua sorella, non gli serve a trovare un buon lavoro. È semplicemente un giovane precario senza stabilità e senza prospettive. Passa da un impiego poco dignitoso all’altro e nulla gli valgono i corsi su come imparare a vendersi meglio. Ma una mattina si ritrova nel bagno di casa circondato da allucinazioni e amici immaginari e giorno dopo giorno scivola sempre più in questo vortice di deliri onirici che gli mostrano però una visione più lucida e sincera della realtà di quella propinata da telegiornali e media.
La dimensione del sogno e del fantastico, dove tutto è possibile se ci credi, è la vera protagonista della storia creata da Miguel Brieva che dà corpo al desiderio di cambiare il presente in cui viviamo trascinandoci in una sfida impossibile tra quello che vorremmo fosse il mondo e quello che il mondo vorrebbe fare di noi.

 

COD: 9788898644148 Categorie: , ,

Informazioni aggiuntive

Pagine

112 a colori

Tipo

Brossurato

Formato

17×24 cm

Data di uscita

Settembre 2015

ISBN

9788898644148

Prezzo

16,00 €

Anteprima

Rassegna stampa

Quello che mi sta succedendo può essere considerato come un vero e proprio manifesto di denuncia di una generazione che vive nel disagio, vede i suoi sogni e certezze frantumarsi e non riesce a trovare una soluzione concreta.”
Una Banda di Cefali


Quello che mi sta succedendo è un’opera generazionale: appartiene a chi, come Victor, si trova impantanato nei tumultuosi cambiamenti sociali e politici degli anni 2000 e che aspirano a qualcosa di diverso.”
L’Indice


Il mondo è un grande delirio, da tutti i punti di vista. Questo sembra essere il messaggio di fondo. E solo uno sguardo paziente e sensibile può cercare di vederci attraverso.”
Fumettologica


Un reportage onirico e cupo di un tempo decadente che ha nella sovraesposizione della crisi uno dei suoi pilastri (af)fondanti […]”
Fucinemute

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