La lotta della libreria Comunardi di Torino per non diventare un supermarket.

luglio 6th, 2018|

La Libreria Comunardi è la libreria più antica di Torino, l’ultima rimasta delle librerie storiche in questa città che negli anni hanno chiuso una dopo l’altra. 42 anni di attività nel pieno centro storico di Torino, ma la sua storia potrebbe finire qui e non per la crisi: da giugno la libreria è sotto sfratto esecutivo. Entro il 30 settembre dovrebbe abbandonare la sua sede storica per lasciare spazio a un supermercato.
La Libreria Comunardi è uno spazio di 250 mq, che ospita da 44.000 a 46.000 titoli; è aperta tutti i giorni, anche il sabato e la domenica fino a mezzanotte, ed è stata la prima libreria ad aprirsi – in tempi non sospetti – ai fumetti e alle riviste. La Libreria Comunardi è un punto di riferimento culturale imprescindibile per Torino e non solo. È uno degli ultimi esempi di luoghi culturali come riferimento per una comunità, quei luoghi che resistono e respingono la logica che vuole trasformare le nostre città in delle disneyland, degli enormi centri commerciali all’aperto con sempre più restrizioni e con biglietto d’ingresso.
Noi siamo profondamente legati a questo luogo e al libraio Paolo Barsi. Ci ha visti crescere prima come lettori, poi come editori. Sin dai tempi dei nostri primi libretti rilegati a mano, Paolo ci ha sempre dato spazio tra i suoi scaffali concedendoci una fiducia davvero rara. La sua esperienza, la sua conoscenza di quasi mezzo secolo di editoria italiana è una fonte inestimabile di riflessioni e spunti per noi. Le chiacchierate con lui durano quasi sempre delle ore, molto spesso sino alla chiusura della libreria.
Tutte le nostre città, con le dovute differenze, stanno subendo delle trasformazioni che ne garantiranno l’invivibilità. Torino sta subendo un fenomeno che lega gentifrication e cibo, il “food” come fa figo dire. I vecchi esercizi devono lasciare spazio a un’incredibile quantità di locali quasi tutti dedicati al cibo, uno accanto all’altro, nella speculazione più selvaggia e deliberata. E per la causa del “buon cibo” si vorrebbe chiudere un luogo storico della città.
Paolo Barsi non si è lasciato intimorire dagli atti giudiziari e con l’aiuto di alcuni amici, proporrà una controfferta per acquistare i locali.
Il nostro invito è di sostenere la Libreria Comunardi, firmando questa petizione che intende costruire una controparte popolare che obblighi moralmente la proprietà (una Holding, ça va sans dire) a vendere l’intera proprietà immobiliare alla libreria Comunardi. Siamo convinti che non si tratti solo di una battaglia personale di un libraio, o dei torinesi. Questa è una battaglia collettiva per sostenere quei luoghi che fanno concretamente cultura e sono davvero di servizio alla comunità di cui fanno parte: ce ne sono tanti in tutta Italia e per ognuno di essi vale la pena non arrendersi e lottare! #savecomunardi

Firma la petizione

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Rassenga stampa

Intervista a Paolo Barsi su Fahrenheit di Radio 3 (min:052)
La Stampa: In ottomila hanno firmato per salvare la libreria torinese Comunardi
Il fatto quotidiano
: Torino, la storica libreria Comunardi non deve chiudere
il Manifesto: La moria delle librerie torinesi: ultima vittima l’indipendenten Comunardi
Il corriere della sera: Torino, la libreria Comunardi lotta per non diventare un market

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